Intervista a Federico Lacche – Libera Radio

Il 28 marzo 2014, durante il Lab1 in Urban Center, abbiamo avuto il piacere di avere con noi Federico Lacche del progetto Libera Radio  che ci ha raccontato come i laboratori radiofonici nelle scuole aiutano i ragazzi a riflettere e costruirsi un’informazione articolata sui temi della mafia in Italia e in particolare in Emilia Romagna.

Lo abbiamo intervistato per approfondire l’argomento anche per chi non ha potuto partecipare all’incontro.

Laboratori con le scuole Libera Radio: quali sono gli obiettivi principali?

Gli obiettivi dei laboratori derivano direttamente da quelli di Libera Radio: ci rivolgiamo a un pubblico di giovani tra i 15 e i 27 anni, le persone che usano attivamente la Rete per comunicare, socializzare e informarsi. I laboratori radiofonici utilizzano i linguaggi e la metodologia dei Media in una sorta di trasmissione dei saperi intergenerazionale e di confronto con i giovani: questa attività costringe tutti, gli adulti per primi, a mettersi fortemente in gioco, senza dare nulla di quello che sappiamo o conosciamo per scontato. Durante questi laboratori si ricalibrano i saperi, i ragazzi partono dalla narrazione emozionale, ci ragionano e propongono informazioni agli ascoltatori: i loro saperi vengono restituiti attraverso i loro linguaggi e i loro strumenti di lettura.

In che modo capire come si costruisce una trasmissione radiofonica di informazione può aiutare gli adolescenti a diventare più critici e consapevoli nei confronti dei Media?

Utilizzando uno strumento che è anche strumento di informazione, hanno a che fare con la costruzione delle informazioni e quindi di una proposta di lettura di fenomeni.

La radio li aiuta perché può “sondare”: nelle interviste, per esempio, i ragazzi partono da domande, dubbi personali che trovano risposta attraverso il mezzo radiofonico.

La radio diventa uno strumento di informazione biunivoca e in questo sottende la propria specificità.

Secondo te Internet facilita o rende più difficile per i ragazzi farsi un’idea completa di un fatto/notizia? 

In linea generale internet fa entrambe le cose: da un lato offre una quantità di informazioni impensabile rispetto a quelle che gestiva la generazione che li ha preceduti. Gli adolescenti hanno a disposizione molto materiale e questo è positivo, ma anche “opacizzante”, perché si rischia, con l’eccesso di informazione di non avere capacità di selezionarle.

Lo strumento non è mai neutrale, va sempre contestualizzato, va considerato una grande fonte all’interno del quale esistono tante fonti che vanno incrociate.

La radio completa quello che la rete offre attraverso le testimonianze dirette: è una grandissima potenzialità ma va saputa percorrere, perché si rischia di prendere la prima fonte possibile. Spesso Wikipedia, per esempio, è l’unica fonte. Noi gli suggeriamo di provare a andare oltre.

La rete rappresenta una efficacissima forma di comunicazione e offre molte opportunità, come per esempio le community che permettono ai ragazzi di creare delle web radio dall’inizio alla fine: non si costruisce solo la notizia ma anche lo strumento per dire la cosa a costi contenuti: una grande opportunità per scuole, classi, gruppi informali.

Spreaker, per esempio, è una di queste piattaforme, per altro sviluppata a Bologna.

 

 

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