Ultimi 2 incontri e la bozza del Decalogo

agenda

Il 7 e 8 maggio 2014, alle 17, sono previsti gli ultimi due incontri del Laboratorio 1 di Generazioni Internet, finalizzato a co-costruire un patto intergenerazionale per l’uso consapevole e efficace di Web attraverso Tablet e Smartphone.

Il 7 maggio 2014

  • Incontreremo Luca Zanelli dello Staff di Iperbole che ci racconterà i servizi online del Comune di Bologna, con particolare riferimento alle attività per famiglie e scuole.
  • Faremo una panoramica su alcuni progetti sperimentali sull’uso dei social media (e più in generale del digitale) a scuola per la didattica e la creatività. Vedremo anche altri progetti dedicati a promuovere un uso consapevole del digitale in famiglia.
  • Cominceremo a riflettere concretamente sui punti che vogliamo inserire nel nostro decalogo

L’8 maggio 2014

  • Dedicheremo le 2 ore alla costruzione del decalogo, usando la tecnologia WIKI e lo faremo qui

Il nostro decalogo verrà pubblicato su questo sito e il wiki rimarrà disponibile online per i suggerimenti e gli spunti di tutti coloro che vorranno partecipare, anche senza avere frequentato il laboratorio.

Il Decalogo sarà promosso e tutelato dalla Licenza Creative Commons, in modo che possa essere usato da quanti vorranno diffonderlo, farlo proprio o usarlo.

Sul sito sono disponibili resoconti di tutti gli incontri e in particolare abbiamo pubblicato due nuovi contributi sulle lezioni di Federico Lacche e Letizia Atti.

Vi aspettiamo numerosi!

L’appuntamento è per mercoledì 7 e giovedì 8 maggio, dalle 17 alle 19 in Urban Center, Biblioteca Sala Borsa, Piazza Maggiore, Bologna.

Stati generali per Nativi digitali

Generazioni Internet sarà presente nel pomeriggio del 9 maggio all’evento Stati Generali per Nativi digitali. Francesca Sanzo presenterà i risultati del Laboratorio e del relativo Decalogo.

Stati Generali per Nativi digitali è uno dei progetti, insieme a Generazioni Internet, finanziato dal Bando Agenda Digitale – Iperbole2020 del Comune di Bologna.

 

 

Intervista a Federico Lacche – Libera Radio

Il 28 marzo 2014, durante il Lab1 in Urban Center, abbiamo avuto il piacere di avere con noi Federico Lacche del progetto Libera Radio  che ci ha raccontato come i laboratori radiofonici nelle scuole aiutano i ragazzi a riflettere e costruirsi un’informazione articolata sui temi della mafia in Italia e in particolare in Emilia Romagna.

Lo abbiamo intervistato per approfondire l’argomento anche per chi non ha potuto partecipare all’incontro.

Laboratori con le scuole Libera Radio: quali sono gli obiettivi principali?

Gli obiettivi dei laboratori derivano direttamente da quelli di Libera Radio: ci rivolgiamo a un pubblico di giovani tra i 15 e i 27 anni, le persone che usano attivamente la Rete per comunicare, socializzare e informarsi. I laboratori radiofonici utilizzano i linguaggi e la metodologia dei Media in una sorta di trasmissione dei saperi intergenerazionale e di confronto con i giovani: questa attività costringe tutti, gli adulti per primi, a mettersi fortemente in gioco, senza dare nulla di quello che sappiamo o conosciamo per scontato. Durante questi laboratori si ricalibrano i saperi, i ragazzi partono dalla narrazione emozionale, ci ragionano e propongono informazioni agli ascoltatori: i loro saperi vengono restituiti attraverso i loro linguaggi e i loro strumenti di lettura.

In che modo capire come si costruisce una trasmissione radiofonica di informazione può aiutare gli adolescenti a diventare più critici e consapevoli nei confronti dei Media?

Utilizzando uno strumento che è anche strumento di informazione, hanno a che fare con la costruzione delle informazioni e quindi di una proposta di lettura di fenomeni.

La radio li aiuta perché può “sondare”: nelle interviste, per esempio, i ragazzi partono da domande, dubbi personali che trovano risposta attraverso il mezzo radiofonico.

La radio diventa uno strumento di informazione biunivoca e in questo sottende la propria specificità.

Secondo te Internet facilita o rende più difficile per i ragazzi farsi un’idea completa di un fatto/notizia? 

In linea generale internet fa entrambe le cose: da un lato offre una quantità di informazioni impensabile rispetto a quelle che gestiva la generazione che li ha preceduti. Gli adolescenti hanno a disposizione molto materiale e questo è positivo, ma anche “opacizzante”, perché si rischia, con l’eccesso di informazione di non avere capacità di selezionarle.

Lo strumento non è mai neutrale, va sempre contestualizzato, va considerato una grande fonte all’interno del quale esistono tante fonti che vanno incrociate.

La radio completa quello che la rete offre attraverso le testimonianze dirette: è una grandissima potenzialità ma va saputa percorrere, perché si rischia di prendere la prima fonte possibile. Spesso Wikipedia, per esempio, è l’unica fonte. Noi gli suggeriamo di provare a andare oltre.

La rete rappresenta una efficacissima forma di comunicazione e offre molte opportunità, come per esempio le community che permettono ai ragazzi di creare delle web radio dall’inizio alla fine: non si costruisce solo la notizia ma anche lo strumento per dire la cosa a costi contenuti: una grande opportunità per scuole, classi, gruppi informali.

Spreaker, per esempio, è una di queste piattaforme, per altro sviluppata a Bologna.

 

 

Pensa prima di postare!

Le slides dell’intervento di Letizia Atti dedicato a cyberbullismo e buone norme per stare in Rete.

Non svalutiamo quello che i nostri figli fanno online

dipendenza_internet

[foto Creative Commons di Laya Ros]

Giovedì 3 aprile abbiamo accolto in Urban Center la Dott.ssa Arianna Marfisa Bellini, Responsabile di Dedalus di Jonas- sede di Bologna, psicoterapeuta, psicoanalista, docente tutor dell’Istituto IRPA per parlare di Dipendenza da Internet.

L’incontro è stato ricco di spunti, alcuni dei quali mi hanno colpito maggiormente e mi sembrano davvero illuminanti per tracciare un percorso di uso critico del web in famiglia.

Intanto alcuni dati sulla dipendenza da Internet desunti da una ricerca di Dedalus di Jonas:

  • I ragazzi si sentono dipendenti da internet in modo patologico nel 7% del totale del campione, un’ incidenza piuttosto allarmante. Le ragazze hanno una tendenza ad un uso eccessivo della rete, rispetto ai ragazzi, con uno scarto del 21% tra i sessi. Il dato sorprende rispetto alla lettura classica del fenomeno.

  • Il 22, 6% del campione autodichiara di sentirsi eccessivamente assorbito da internet.

  •  Il 67,9% del campione trascorre su internet più tempo di quanto si era prefissato

  • Il 91% del campione non mente ai membri della propria famiglia rispetto all’utilizzo

Queste percentuali sembrano raccontare, parallelamente, due cose:

  • manca la percezione di una dipendenza
  • chi è dipendente non ha “vergogna” di esserlo. La vergogna connota molti sintomi, non questo.

La Dott.ssa Marfisa Bellini ha affrontato poi un tema davvero interessante.

La dipendenza da Internet è funzionale, sia per la famiglia che per il ragazzo.

Il fatto che un adolescente non si metta in gioco con il corpo (e durante l’adolescenza si comincia a fare i conti con il corpo dell’altro e con il proprio) ma scelga di rimanere in casa e agire le proprie relazioni online può rasserenare i suoi familiari (“Almeno così non frequenta brutte compagnie, non rischia niente perché non esce in motorino…”) e quindi diventa funzionale alla relazione familiare: l’adolescente interpreta questo atteggiamento e “regala” ai propri genitori un quotidiano a casa, ma di fatto sempre online.

Ma come possiamo riconoscere i sintomi di una dipendenza da Internet?

Si può definire “dipendenza” quando mettiamo al centro di tutta la nostra vita e della nostra giornata una sola cosa, in questo caso Internet.

[Commento personale: fondamentale non scambiare per dipendenza qualcosa che è semplicemente passione, non spaventiamoci perché non conosciamo il mezzo e prima di urlare “Al lupo” assicuriamoci che davvero ci sia in gioco una scelta univoca e onnipresente.]

Altra riflessione che mi ha colpito moltissimo è legata alle differenti tipologie di dipendenze da internet a seconda del genere: i ragazzi diventano dipendenti soprattutto del gioco online, mentre le ragazze possono diventarlo dei social network che creano un cuscinetto tra loro e la scoperta della relazione, fondamentale per le donne, in adolescenza.

Un consiglio di Arianna che trovo davvero FONDAMENTALE e che mi piacerebbe inserire nel nostro decalogo:

Non svalutiamo i contenuti che i nostri figli decidono di mettere online, di condividere online. Non svalutiamo nemmeno la forma in cui decidono di farlo.

Noi e prima di noi i nostri genitori mandavano lettere, bigliettini e poesie: oggi si privilegia la rapidità di una chat.

Cambia il mezzo ma il valore del contenuto, il portato simbolico e emotivo che gli viene dato, è sempre lo stesso.

Se noi svalutiamo ciò che viene scritto online, perché trattiamo questo territorio come “meno nobile”, poi non dovremo lamentarci del fatto che i nostri figli non pensano prima di postare. 😉

Lo sportello “Lo psicologo online”

L’associazione Dedalus di Jonas collabora anche con il Comune di Bologna e in particolare con Flash Giovani per cui cura uno sportello di consulenza psicologica per giovani, online, nell’assoluto rispetto della privacy di chi scrive.

Materiali di approfondimento

 

Generazioni Internet su Bologna Channel!

Un grazie speciale a Bologna Channel tv che è venuta a trovarci in Urban Center per raccontare il progetto Generazioni Internet e a Letizia Atti che ha realizzato l’intervista.

L’articolo completo 

Il video

Dipendenza da Internet: cosa ne sappiamo?

foto arianna belliniDopo il bellissimo incontro di giovedì scorso con Federico Lacche che ci ha raccontato l’esperienza di Libera Radio e dei laboratori con i giovani studenti delle scuole che culminano nella realizzazione di vere e proprie puntate radiofoniche, oggi ascolteremo Arianna Marfisa Bellini, Responsabile di Dedalus di Jonas- sede di Bologna, psicoterapeuta, psicoanalista, docente tutor dell’Istituto IRPA che ci parlerà di Dipendenza da Internet.

In attesa di pubblicare anche l’intervista a Federico, che realizzerò prossimamente e che sarà consultabile su questo sito, ecco i materiali su cui ci confronteremo con la Dott.ssa Marfisa Bellini, con la quale affronteremo un tema di cui ancora molto poco si parla, specialmente in famiglia.

Vi aspettiamo numerosi alle 17 in Urban Center, Sala Borsa, Bologna!

Facebook e WathsApp

Le slides del secondo incontro del 18 marzo 2014

Profilo, password e uso dei device mobili da parte degli adolescenti

Il 6 marzo siamo partiti: alle 17 in Urban Center, a Bologna, si è tenuto il primo incontro del Lab1 di Generazioni Internet.

Eravamo in 16, molti genitori e insegnanti e un paio di adolescenti. Tantissimi dubbi, domande e spunti interessanti, non solo sull’uso che fanno i nostri figli dei loro device e dei social media, ma anche di quello che ne facciamo noi stessi.

Abbiamo deciso di aprire gli incontri anche a chi non potrà venire con continuità per promuovere al massimo il dialogo in famiglia su questi temi. Per lo stesso motivo, pubblichiamo la presentazione a supporto del primo incontro, in modo che possa essere utile a molti genitori e adolescenti.

Il primo incontro si è concentrato sulla gestione consapevole del proprio profilo online e su un’analisi delle più recenti ricerche che hanno studiato la relazione tra adolescenti e tecnologie.

Come sono cambiati gli usi del web? In che modo usiamo le connessioni mobili a livello generazionale?

E’ giusto dare delle regole ai nostri figli per l’uso dei device mobili e dei social media, oppure perché “ne sanno più di noi” non possiamo farlo?

Chi sono i nativi digitali e come ci fa sentire questa etichetta?

In attesa di vederci nuovamente il 18 marzo (parleremo di Facebook e WathsApp) ecco qua i materiali prodotti durante la serata.

[Tutte le date del percorso, qui]

 

Al via il Lab1 di Generazioni Internet!

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Generazioni Internet parte stasera, dalle 17 alle 19 in Urban Center, nella centralissima biblioteca di Sala Borsa, in Piazza Maggiore a Bologna.

Di cosa parleremo stasera?

I temi che faranno entrare nel vivo l’incontro sono: diffusione e uso di smartphone e tablet in Italia, in particolare nella fascia dei giovani, uso di social media e device in famiglia, gestione e monitoraggio del proprio profilo digitale e gestione sicura dei propri dati sensibili.

Prima però ci confronteremo su aspettative, necessità dei partecipanti e obiettivi del corso.

Vuoi venire come uditore stasera? 

Attualmente abbiamo ricevuto 15 adesioni (13 adulti e 2 adolescenti) ma la serata è aperta anche a qualche curioso.

Se hai voglia di venire a scoprire Generazioni Internet, vieni come “uditore”, magari confermandolo via mail a info@generazioninternet.it

Se invece vuoi già iscriverti al corso, puoi ancora farlo qui.

Ti aspettiamo!

Se vuoi seguirci su twitter, l’hashtag è #generazioninternet e l’account @generinternet

[Generazioni Internet è un progetto di Francesca Sanzo, in collaborazione con Studio Lost e questo laboratorio può essere realizzato grazie al contributo di Agenda Digitale del Comune di Bologna].

 

Perché partecipare al lab 1 di Generazioni Internet: FAQ

faq_iconIl 6 marzo 2014 parte il laboratorio 1 di Generazioni Internet, dedicato alla co-costruzione di un Decalogo per l’uso di Internet, tablet e smartphone in famiglia.

Il laboratorio si terrà in Urban Center, Sala Borsa di Bologna.

Le date degli 8 incontri le trovate tutte nella pagina dedicata.

Il laboratorio si rivolge alle famiglie (adulti e adolescenti), agli insegnanti e agli educatori.

Ecco le risposte a molte domande che ci sono arrivate.

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